Chi è Tommaso Guzzo: dati, carriera e il salto dell'opposto
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Tommaso Guzzo è un opposto italiano, classe 2002, che dalla stagione 2026/27 gioca nella Yuasa Battery Grottazzolina in Serie A2 dopo un anno in SuperLega a Cisterna. Se ne parla perché è uno dei realizzatori italiani più concreti della sua generazione: premio Gianfranco Badiali come miglior under 23 in A2 e nella lista dei 30 azzurri per la VNL 2026.
Scheda: i dati essenziali
- Nome completo: Tommaso Guzzo
- Nato il: 30 aprile 2002, a Monselice (Padova)
- Ruolo: opposto
- Altezza: 198 cm secondo la scheda della Lega Pallavolo Serie A
- Club 2026/27: Yuasa Battery Grottazzolina, Serie A2
- Nazionale: Italia. È nella lista dei 30 convocati per la Volleyball Nations League 2026
Nessun profilo Instagram ufficiale verificato, quindi non lo linkiamo. Nessuna foto sua per la stessa ragione di sempre: non ne abbiamo i diritti.
Il percorso nei club
Guzzo debutta presto in massima serie: dal 2020/21 al 2023/24 è a Padova, quattro stagioni consecutive in Serie A1 partendo da diciottenne.
Nel 2024/25 fa una scelta che in Italia si fa poco: scende in A2 a Ravenna per giocare titolare. Il risultato è la miglior stagione della sua carriera. La Lega Volley riporta che sfiora i 550 punti in campionato e che chiude tra i realizzatori più prolifici della categoria; a fine anno arriva il premio Gianfranco Badiali come miglior italiano under 23 della A2.
Quella stagione gli riapre la SuperLega: 2025/26 a Cisterna, dove gioca da titolare per buona parte del girone d'andata e stabilisce il suo record personale di 25 punti in una partita, guarda caso proprio contro Grottazzolina.
Nell'estate 2026 il mercato lo riporta in A2, ma alla Yuasa Battery Grottazzolina. Vale la pena dirlo chiaramente: sulla carta è una categoria in meno. In pratica è la stessa logica del 2024, cioè giocare ogni palla invece di aspettare il proprio turno. Per un opposto di 24 anni il numero di attacchi in un anno conta più del nome del campionato.
La nazionale
Guzzo è entrato nel gruppo azzurro nel 2026: prima la lista dei 30 per la VNL, poi il ritiro e le amichevoli di maggio. È previsto anche ai Giochi del Mediterraneo di Taranto tra fine agosto e inizio settembre 2026.
Cosa serve fisicamente per fare l'opposto ad alto livello
L'opposto è il ruolo dove il fisico si vede di più, ma non nel modo in cui si pensa. Non conta il singolo colpo più forte. Conta quante volte riesci a ripeterlo uguale.
Un opposto è il terminale d'attacco: la palla difficile va a lui. Cambio palla in emergenza, ricezione sporca, fine set, quinto set. In una partita lunga può attaccare più di chiunque altro in campo. Da qui tre priorità:
- Potenza ripetibile. Non serve un picco che tiri fuori una volta. Serve un salto che al trentesimo attacco sia ancora vicino a quello del primo. Questo si allena con volumi controllati e con la forza, non solo con la pliometria.
- Rincorsa corta e adattabile. Da posto 2 spesso hai meno spazio e la palla arriva scomoda. Devi saper staccare anche con due passi invece di tre.
- Spalla che regge il carico. Il braccio dell'opposto è sotto stress ogni allenamento. La cuffia dei rotatori e la mobilità della scapola vanno curate prima che facciano male, non dopo.
- Salto in caricamento veloce. Contro un muro già formato spesso vinci di anticipo, non di altezza. La velocità con cui passi dall'appoggio allo stacco pesa quanto i centimetri.
E il tuo salto, a che punto è?
Se sei un opposto, il dato che ti interessa non è solo quanto salti. È quanto salti oggi rispetto a due mesi fa, e quanto ti rimane a fine partita.
Il primo dei due lo ottieni subito: con il test del salto gratuito JHP carichi un video di due secondi e leggi l'altezza in centimetri calcolata dal tempo di volo. L'analisi gira nel browser e il video non lascia il tuo dispositivo. Misura ora, poi ripeti la misura a fine ciclo di allenamento.
Il secondo lo costruisci con il lavoro: i programmi JHP sono organizzati proprio così, misura, blocco di lavoro, nuova misura.
Il passo successivo
L'opposto non salta una volta: salta cinquanta volte
E il salto che conta è quello del quinto set, non quello del riscaldamento. Parti da una misura reale, allenati, poi rimisura: senza il primo numero non sai nemmeno se stai migliorando.
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