Atleta che esegue esercizi di stretching a bordo campo dopo l'allenamento

Perché salti meno a fine stagione (e cosa puoi farci)

Se a marzo ti senti più pesante di quanto eri a ottobre, non te lo stai immaginando. Nella seconda metà della stagione il salto tende a calare per motivi precisi: fatica accumulata, lavoro di forza abbandonato, tendini che chiedono il conto. La buona notizia è che quasi tutti questi motivi si possono gestire, se li riconosci prima che diventino un problema.

1. La forza si perde se smetti di allenarla

È il motivo più banale e il più diffuso. Ad agosto e settembre quasi tutti fanno preparazione: sala pesi, lavoro sulle gambe, carichi seri. Poi comincia il campionato, le partite si accumulano, la palestra diventa "la faccio quando ho tempo" e sparisce entro novembre.

La forza costruita in preparazione non resta lì per sempre. Senza uno stimolo che la mantenga, scende. E siccome il salto poggia sulla forza, scende anche quello. Non serve replicare le sedute pesanti di agosto: serve continuare a fare qualcosa, anche poco, con costanza.

Una o due sedute brevi a settimana, con carichi decenti e poco volume, bastano nella maggior parte dei casi a mantenere. Il problema non è quanto poco fai, è che smetti del tutto.

2. La fatica si accumula più in fretta di quanto la smaltisci

Ogni allenamento di squadra è pieno di salti e di atterraggi. Ogni partita anche. Se tra una cosa e l'altra il recupero non è sufficiente, il debito cresce settimana dopo settimana senza che tu te ne accorga da subito.

Il segnale tipico non è il dolore. È la sensazione di non avere "scatto": il gesto ti sembra uguale, ma la palla arriva più bassa, e a fine partita il primo tempo che a ottobre chiudevi ora ti scappa.

Qui non esistono scorciatoie: sonno, cibo e giorni di scarico veri. Sono le tre leve più potenti e le tre che quasi nessuno gestisce sul serio.

3. I tendini lavorano tutta la stagione senza pausa

Il tendine rotuleo e il tendine d'Achille assorbono ogni singolo atterraggio. A differenza del muscolo, recuperano lentamente e si adattano con tempi lunghi.

Quando cominciano a fare male — il classico fastidio sotto la rotula che compare a freddo e sparisce quando ti scaldi — il corpo si protegge da solo: riduci inconsciamente la profondità del caricamento, atterri più rigido, spingi meno. Il salto cala prima che tu decida di farlo calare.

Se sei a quel punto, il tema non è più saltare di più, è gestire il carico. Sul jumper's knee c'è un articolo dedicato, e vale la pena leggerlo prima che il fastidio diventi cronico.

4. Il volume di salti in campo è aumentato senza che tu lo contassi

A inizio stagione magari giocavi metà partita. A marzo sei titolare, giochi tutto, e magari fai anche la battuta in salto. Il numero di stacchi settimanali è raddoppiato e nessuno l'ha scritto da nessuna parte.

Questo è un caso in cui il calo è il prezzo di qualcosa di positivo. Ma va comunque riconosciuto, perché la risposta giusta non è aggiungere lavoro: è togliere altrove.

5. Hai smesso di misurare

A settembre tutti fanno i test. A febbraio nessuno. Il risultato è che il calo lo percepisci solo quando è già evidente in campo, cioè troppo tardi per correggerlo con calma.

Misurare durante la stagione serve proprio a questo: vedere una tendenza mentre è ancora piccola. Con il test del salto JHP carichi un video di 2 secondi e ottieni l'altezza in centimetri dal tempo di volo: è gratuito, l'analisi gira nel browser e il video non lascia il tuo dispositivo.

Un controllo ogni tre o quattro settimane, sempre nelle stesse condizioni, è sufficiente. Se il numero scende due volte di fila, hai un'informazione utile invece di una sensazione.

Cosa fare, in pratica

  • Tieni viva la forza. Anche solo una seduta breve a settimana. È la differenza tra mantenere e perdere.
  • Programma gli scarichi prima di averne bisogno. Una settimana più leggera ogni tanto costa meno di un mese di calo.
  • Non aggiungere pliometria quando sei stanco. È il momento in cui rende meno e rischia di più.
  • Sonno e cibo prima degli integratori. Nessun prodotto compensa quattro notti da cinque ore.
  • Misura ogni tre-quattro settimane. Così vedi la curva, non solo il punto finale.

I programmi JHP pensati per la stagione

  • Volley In-Season Workout — 90 €. Costruito per il periodo in cui giochi e non puoi permetterti sedute che ti svuotano.
  • Knee Power — 40 €. Per rinforzare la struttura che assorbe gli atterraggi, prima che chieda il conto.
  • La Bibbia dello Stretching — 20 €. Per la parte di mobilità che a metà stagione sparisce sempre per prima.
  • Abbonamento JHP — 99 €/anno: 13 programmi, supporto WhatsApp, disdetta libera. Elenco completo nella pagina corsi JHP.

Il passo successivo

Scopri se stai calando davvero o è solo una sensazione

A metà stagione la percezione inganna: ti senti pesante nei giorni buoni e leggero nei giorni storti. Un numero, ogni tre settimane, ti dice come stai andando davvero.

Misura il tuo salto — gratis Abbonamento JHP — 99 €/anno

Vuoi un programma pensato per il periodo in cui giochi? Volley In-Season Workout: 90 €.

In sintesi

Il calo di fine stagione non è sfortuna: è la somma di forza che non alleni più, fatica che non smaltisci, tendini stanchi e un volume di salti in campo cresciuto senza che nessuno lo contasse. Si limita mantenendo un minimo di lavoro di forza, programmando gli scarichi e misurando il salto anche a metà stagione, non solo a settembre.

Ti può interessare anche: Perché il tuo salto verticale non migliora più: 6 motivi · Quanti centimetri di salto verticale si guadagnano in un anno

Torna al blog

Lascia un commento