Chi è Stella Nervini: dati, carriera e cosa serve per fare la schiacciatrice
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Stella Nervini è una schiacciatrice-ricevitrice classe 2003. Gioca alla Reale Mutua Fenera Chieri '76, dove è stata confermata anche per il 2026/27, e ha esordito in nazionale maggiore nella VNL 2025 vinta dall'Italia. È uno di quei casi in cui "rivelazione" è la parola sbagliata: il percorso c'era già, si è solo visto.
Scheda: i dati essenziali
- Nome completo: Stella Nervini
- Data di nascita: 10 settembre 2003
- Ruolo: schiacciatrice / ricevitrice
- Altezza: 184 cm
- Club 2026/27: Reale Mutua Fenera Chieri '76
- Nazionale: Italia
- Instagram: @stellanervinii
Il percorso nei club
Nervini cresce nel Volleyrò Casal de' Pazzi e debutta tra le grandi prestissimo: a quattordici anni gioca in B1 con il San Michele. Poi due stagioni al Club Italia, in A2, il percorso federale che serve proprio a mettere minuti nelle gambe delle giovani.
Nel 2022/23 arriva la prima A1, a Chieri. Seguono una stagione a Bergamo e una a Firenze, sempre in massima serie. Nel maggio 2025 il ritorno a Chieri, con una frase sua che spiega bene il momento: è tornata perché era cresciuta e si sentiva pronta per un ruolo diverso.
La stagione 2025/26 le dà ragione. Chieri stabilisce il proprio record di punti in campionato e sfiora la Coppa CEV, e lei diventa un punto fermo. La conferma per il 2026/27 la rende il primo tassello del reparto schiacciatrici: la terza stagione complessiva in biancoblù.
La carriera in nazionale
Il palmarès giovanile è di quelli che si notano:
- Argento al Mondiale Under 18 nel 2019, a sedici anni
- Oro al Mondiale Under 20 nel 2021
- Argento al Mondiale Under 21 nel 2023, con il premio di miglior schiacciatrice del torneo
- Oro all'Europeo Under 22 nel 2024
Poi il passaggio alla maggiore: esordio nella Volleyball Nations League 2025 contro il Giappone, in un'edizione vinta dall'Italia, e presenza nel gruppo azzurro per il Mondiale 2025.
Cosa serve fisicamente per fare la schiacciatrice ad alto livello
La schiacciatrice-ricevitrice è il ruolo che fa più cose diverse in una stessa azione. Ed è esattamente questo il punto che rende l'allenamento complicato.
In una rotazione le si chiede di ricevere una battuta flottante o in salto, poi di riorganizzarsi in un secondo e mezzo, prendere la rincorsa e attaccare a pieno regime. Poi di difendere. Poi di andare a murare in posto 2 o 4. E di rifarlo per cinque set.
Le qualità fisiche che decidono:
- Forza eccentrica sugli arti inferiori. È quella che ti permette di frenare la corsa, cambiare direzione e ripartire in salto senza perdere centimetri. Il salto dopo ricezione è quasi sempre più basso del salto "pulito": ridurre quel divario è uno degli obiettivi più concreti che una banda possa darsi.
- Elevazione che regge nel tempo. Una banda gira su tutte e sei le rotazioni: nessuno la sostituisce quando è stanca. Il salto che conta è quello del quarto set, non quello del riscaldamento.
- Stabilità del tronco e delle spalle. Attaccare da posizioni non ideali — spostata, in ritardo, sbilanciata — è la normalità in A1. Un tronco stabile è quello che trasforma la spinta delle gambe in un colpo, invece che in una palla lunga.
- Mobilità e cura della spalla. Migliaia di colpi a stagione passano tutti da lì.
Un'ultima cosa, valida per chiunque legga da casa: 184 cm in A1 femminile non sono un'anomalia da fenomeno. Vuol dire che il resto — salto, tempi, lettura, tenuta — pesa moltissimo. È esattamente la parte su cui puoi lavorare tu.
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