Chi è Linda Manfredini: dati, carriera e cosa serve per fare il centrale

Linda Manfredini è un centrale classe 2006. Dal 2026/27 gioca a Conegliano, è stata capitana dell'Italia che ha vinto il Mondiale Under 21 nel 2025 e nel 2026 è entrata nel gruppo della nazionale maggiore di Velasco. A vent'anni ha già tre premi di miglior centrale a livello europeo giovanile.

Scheda: i dati essenziali

  • Nome completo: Linda Manfredini
  • Data di nascita: 14 maggio 2006
  • Luogo di nascita: Modena
  • Ruolo: centrale
  • Altezza: 186 cm
  • Club 2026/27: Prosecco Doc Imoco Conegliano, maglia numero 5
  • Nazionale: Italia, convocata per la VNL 2026
  • Instagram: @linda.manfredinii

Il percorso nei club

Manfredini si forma in Emilia: Pgs Fides Casinalbo, poi l'Anderlini, dove passa dalla Serie C alla B2. Nel 2022/23 fa il salto in A2 con Sassuolo, a sedici anni.

Da lì la scalata è rapida e ordinata, un gradino per volta: A1 a Casalmaggiore nel 2023/24, poi due stagioni a Bergamo dal 2024 al 2026. A Bergamo diventa titolare vera, non giovane utilizzata a rotazione, e quello è il passaggio che le cambia la carriera.

Nel maggio 2026 Conegliano la annuncia come primo volto nuovo della stagione. Vestire quella maglia significa una cosa sola: allenarsi ogni giorno contro il livello più alto che il campionato italiano abbia da offrire, e giocarsi il posto in un reparto pieno.

La carriera in nazionale

Con le giovanili azzurre il palmarès è lungo:

  • Argento all'Europeo Under 16 nel 2021
  • Oro all'Europeo Under 17 nel 2022
  • Bronzo al Mondiale Under 19 nel 2023
  • Argento all'Europeo Under 20 nel 2024
  • Oro al Mondiale Under 21 nel 2025, da capitana

La finale mondiale del 2025 contro il Giappone, vinta al quinto set, l'ha vista chiudere con 14 punti e mettere a terra il pallone decisivo. In più è stata premiata come miglior centrale a tre Europei giovanili: Under 16 nel 2021, Under 17 nel 2022, Under 20 nel 2024.

Nel 2026 il salto in nazionale maggiore: esordio con l'Italia di Julio Velasco, premio di miglior giocatrice all'Aia Aequilibrium Cup di Genova dopo le vittorie su Serbia, Turchia e Polonia, e convocazione per la Volleyball Nations League.

Cosa serve fisicamente per fare il centrale ad alto livello

Il centrale è il ruolo che il pubblico guarda meno e che gli allenatori guardano di più. Il motivo è semplice: il centrale non vive di salto massimo, vive di tempi.

Pensa a cosa gli si chiede in una sola azione. Legge l'alzata avversaria mentre è ancora in movimento. Si sposta lateralmente di due o tre metri con passo accostato o incrociato. Arriva, si pianta, salta senza rincorsa e con le braccia già alte. E poi deve riatterrare pronto per attaccare il primo tempo dall'altra parte.

Tutto questo in un tempo che non decide lui.

Le qualità fisiche che contano davvero in questo ruolo:

  • Velocità di spostamento laterale. Un centrale lento sui piedi è un centrale che arriva sempre mezzo secondo dopo, e mezzo secondo a muro è un punto regalato. Si allena con lavoro specifico sui cambi di direzione, non correndo in linea retta.
  • Salto bipodalico da fermo, ripetuto. Il salto a muro parte senza rincorsa e con poco caricamento. È un gesto diverso dal salto in attacco e va allenato a parte. Chi allena solo il salto con rincorsa a muro non guadagna quasi niente.
  • Forza reattiva. Il tempo di contatto a terra deve essere brevissimo. Qui la pliometria fatta bene fa la differenza vera, a patto che ci sia una base di forza sotto e che le sedute siano dosate.
  • Tenuta di caviglie e ginocchia. Il centrale atterra più volte di chiunque altro, spesso in equilibrio precario, spesso vicino ai piedi degli altri. Il lavoro di rinforzo non è opzionale.

C'è un dettaglio che a molti sfugge: 186 cm per un centrale di A1 non sono tantissimi. Manfredini gioca ad alto livello anche perché compensa con tempi e con elevazione, non solo con la struttura. È la dimostrazione più concreta che l'altezza non decide da sola.

Come misuri il tuo salto (prima di allenarlo)

Se giochi al centro, il numero che ti interessa non è solo quanto salti in attacco: è quanto salti a muro, da fermo, dopo esserti spostato. Sono due numeri diversi e vanno trattati diversamente.

Il punto di partenza però è lo stesso: avere un dato. Con il test del salto JHP carichi un video di due secondi e ottieni l'altezza in centimetri dal tempo di volo. Gratis, l'analisi gira nel browser, il video non lascia il tuo dispositivo.

Poi il lavoro. Per la reattività che serve a muro, Jumping Monster è un blocco di pliometria di 14 giorni. Per costruire la forza sotto, la JHP Gym Edition lavora 16 settimane in sala pesi. E se le ginocchia protestano, parti da Knee Power.

Il passo successivo

A muro arrivi tardi o arrivi basso?

Sono due problemi diversi e si allenano in modo diverso. Per capire quale sia il tuo, il primo passo è misurare il salto adesso e rifare il test dopo un ciclo di lavoro.

Misura il tuo salto — gratis Abbonamento JHP — 99 €/anno

Per la reattività a muro: Jumping Monster, 14 giorni di pliometria, 40 €.

Ti può interessare anche:

Torna al blog

Lascia un commento