Pallavolista in campo durante una fase di gioco con la palla in mano

Il Palleggio: Il Fondamentale per Eccellenza nella Pallavolo

Il palleggio è il fondamentale che decide il ritmo della partita: il palleggiatore trasforma una ricezione qualsiasi in un attacco possibile. Per farlo bene servono tre cose insieme — mani precise, lettura veloce del muro avversario e costanza sotto pressione. La tecnica delle mani si allena con le ripetizioni; la lettura si allena guardando; la costanza si allena mettendosi in difficoltà in allenamento.

Sotto trovi cosa fa il ruolo, le qualità che contano e gli esercizi per lavorarci sopra.

Che cosa fa il palleggiatore

Il compito principale è dirigere il gioco: decidere a chi arriva la palla, con che traiettoria e con che tempo. Il palleggiatore tocca la palla in quasi ogni azione della sua squadra, molto più di chiunque altro.

Ogni alzata è una decisione presa in meno di un secondo, con informazioni incomplete: dov'è la ricezione, chi è pronto in rincorsa, com'è messo il muro avversario, chi ha segnato gli ultimi due punti. Per questo si dice che è un ruolo più mentale che atletico — anche se, come vedremo, la parte atletica c'è eccome.

Palleggiatore prepara l'alzata durante una fase di gioco

Le qualità di un buon palleggiatore

  1. Tecnica delle mani: contatto pulito, simmetrico, con polsi e dita elastici. Da qui dipende tutto il resto.
  2. Precisione: la stessa palla, nello stesso punto, anche quando la ricezione non è perfetta.
  3. Visione di gioco: vedere il muro avversario mentre la palla è ancora in aria, non dopo.
  4. Rapidità di piedi: arrivare sotto la palla con i piedi, non allungando le braccia. Il 90% delle alzate imprecise nasce da uno spostamento in ritardo.
  5. Comunicazione: chiamare, correggere, tenere il gruppo dentro l'azione.
  6. Gestione della pressione: sul 22-22 le mani devono fare la stessa cosa che facevano sul 5-2.
  7. Conoscenza dei propri attaccanti: quanto salta ciascuno, che velocità di braccio ha, quale palla preferisce. È informazione che si accumula solo allenandosi insieme.
  8. Adattabilità: cambiare distribuzione quando lo schema non funziona, senza aspettare il time out.

Come migliorare la tecnica

1. Lavora sui piedi, non sulle braccia

Prima di ogni alzata: piedi sotto la palla, spalle orientate verso il bersaglio, fronte al posto 4 come posizione di partenza. Se arrivi in equilibrio, le mani fanno il resto quasi da sole.

2. Ripetizioni contro il muro

Palleggi consecutivi contro una parete a distanza fissa. Semplice, noioso, efficacissimo: costringe a mantenere il contatto pulito perché la palla torna subito e non perdona.

3. Palleggio con una mano sola, alternata

Sviluppa la sensibilità e la forza di ciascuna mano separatamente. Serve a scoprire il lato più debole, che quasi tutti hanno.

4. Palle con peso diverso

Alternare palloni più pesanti e più leggeri costruisce controllo e adattabilità del contatto.

5. Allenati in difficoltà

Alzate da ricezioni volutamente imprecise, da fuori posizione, in caduta. In partita le palle perfette sono la minoranza: allenarsi solo su quelle è allenarsi sulla parte facile.

6. Video, tuo e degli altri

Riprenditi in allenamento. Confronta il tuo contatto con quello di un palleggiatore di alto livello. La differenza si vede quasi sempre in due punti: l'altezza del contatto rispetto alla fronte e la simmetria delle mani.

Palleggiatore in fase di alzata durante una partita di pallavolo

Mani, polsi e dita: la parte che si dimentica

Le mani del palleggiatore lavorano centinaia di volte a partita e prendono impatti diretti in ricezione e a muro. Vanno riscaldate prima e allungate dopo, esattamente come si fa con le gambe.

Riscaldamento: circonduzioni dei polsi, apertura e chiusura delle dita, qualche palleggio leggero prima di alzare l'intensità. Dopo: allungamento di flessori ed estensori dell'avambraccio e delle dita, 20-30 secondi per posizione.

Esercizi per migliorare il palleggio nella pallavolo

Il palleggiatore salta più di quanto pensi

C'è un pregiudizio duro a morire: il palleggiatore non ha bisogno di elevazione. Non è vero. L'alzata in salto è più veloce e più difficile da leggere per il muro avversario, e serve stabilità in aria per mantenere la precisione. In più il palleggiatore è quasi sempre coinvolto a muro in posto 2, spesso contro un opposto.

Con una differenza importante: al palleggiatore serve un salto controllato e ripetibile, non il salto massimo di uno schiacciatore. Deve poterlo fare cinquanta volte a partita restando preciso.

Il modo per sapere a che punto sei è misurare. Il principio che seguiamo in JHP è semplice: prima misuri, poi ti alleni, poi rimisuri. Con il test del salto gratuito carichi un video di 2 secondi e ottieni l'altezza in centimetri, calcolata dal tempo di volo. Il video non lascia il tuo dispositivo. È il punto di partenza da cui misurare tutto il resto.

I programmi JHP per chi gioca a pallavolo

Il passo successivo

Alzata in salto e muro: sai da quanti centimetri parti?

Il palleggiatore salta decine di volte a partita e deve restare preciso in ogni salto. Misura la tua elevazione oggi: è il dato da cui capire se ti serve più forza o più controllo.

Misura il tuo salto — gratis Abbonamento JHP — 99 €/anno

Se giochi tutto l'anno: Volley In-Season Workout, 16 settimane, 90 €.

Ti può interessare anche: I fondamentali della pallavolo: quali sono e perché sono così importanti · Introduzione alla pallavolo: quali sono i ruoli principali

Torna al blog

Lascia un commento