Illustrazione dei cinque fondamentali della pallavolo: palleggio, bagher, battuta, schiacciata e muro

I fondamentali della pallavolo... Quali sono e perché sono così importanti?

I fondamentali della pallavolo sono cinque: palleggio, bagher, battuta, schiacciata e muro. Si chiamano così perché sono i gesti tecnici di base che ogni giocatore deve saper fare, a prescindere dal ruolo che ricoprirà in futuro — centrale, banda, opposto, palleggiatore o libero.

Qui sotto trovi cosa sono, come si eseguono e a cosa servono davvero in partita.

Perché si chiamano "fondamentali"

Un fondamentale è un'azione specifica che il giocatore compie durante il gioco. Il nome non è casuale: sono le fondamenta. Devono entrare nel bagaglio tecnico già dal minivolley, prima ancora che l'atleta si specializzi in un ruolo.

La pallavolo è fatta di azioni brevissime e in parte imprevedibili. Non hai tempo per pensare al gesto: o è automatico, o sbagli. Per questo i fondamentali si ripetono per anni, anche a livello professionistico.

Grafica JHP che riassume i cinque fondamentali della pallavolo

1. Il palleggio

Il palleggio è il passaggio effettuato con le mani, sopra la fronte. Quando è indirizzato allo schiacciatore prende il nome di alzata.

Tecnicamente: mani sopra la fronte, pollici e indici che formano una specie di cuore rovesciato, il resto della mano che avvolge il pallone. Le gambe si flettono e si estendono in coordinazione con le braccia: sono loro a dare la forza, non solo i polsi.

A seconda di dove mandi la palla hai il palleggio avanti, dietro o laterale. A buon livello agonistico la maggior parte delle alzate viene fatta in sospensione, cioè saltando: serve a velocizzare il gioco e a non dare tempo al muro avversario di leggere.

È il fondamentale da cui parte quasi tutto l'attacco. Se il palleggio è impreciso, anche il miglior schiacciatore attacca male.

Esecuzione tecnica del palleggio nella pallavolo, mani sopra la fronte

2. Il bagher

Il bagher è il passaggio con le braccia unite. Sono stati i cecoslovacchi i primi a usarlo per respingere palloni che arrivavano forte: le braccia sotto la palla, come una scavatrice — bagher, appunto.

Oggi non è più una tecnica di salvataggio: è un passaggio a tutti gli effetti, il più usato dei tre tocchi. Quando è indirizzato all'alzatore si chiama appoggio.

Come cambia in base alla palla

Se il pallone arriva lento, accompagni con le gambe per dargli forza (tipico sulla free ball). Se arriva forte — ricezione su una battuta in salto, difesa su una schiacciata — le braccia diventano un piano di rimbalzo: stai quasi fermo e attutisci.

Le varianti

Rullata laterale (destra o sinistra) e tuffo in avanti servono a raggiungere palloni troppo lontani per posizionare bene le gambe. Nel tuffo colpisci la palla con il dorso della mano e ammortizzi l'atterraggio con le braccia.

Esecuzione tecnica del bagher nella pallavolo, braccia unite e gambe piegate

3. La battuta (o servizio)

La battuta mette la palla in gioco. Si esegue da fondo campo, dal giocatore in posto 1, e hai 8 secondi dal fischio dell'arbitro per eseguirla.

Una buona battuta ha due effetti possibili: mettere in crisi la ricezione avversaria o fare punto diretto (ace).

Battuta dal basso

La palla viene colpita nella parte posteriore con la mano chiusa a pugno. È la prima che si insegna ai bambini perché richiede poca forza. È anche la meno efficace.

Float e jump float

La più comune tra i professionisti. Lanci la palla e la colpisci con la mano aperta, da fermo o in salto. Il punto è che la palla non ruota su sé stessa: viaggia in modo instabile, frena e si sposta lateralmente o verticalmente in modo difficile da leggere per chi riceve.

Jump spin

Qui colpisci come in una schiacciata: lanci la palla in alto imprimendole rotazione, poi la colpisci con tutto il palmo e le dita che aderiscono. Velocità e rotazione insieme spingono la palla verso il basso e chiudono le traiettorie.

Il jump spin è il fondamentale in cui l'elevazione pesa di più dopo la schiacciata: più sali, più puoi colpire sopra la rete con traiettoria discendente.

Esecuzione della battuta in salto nella pallavolo

4. La schiacciata

La schiacciata è il fondamentale d'attacco per eccellenza. La sua caratteristica è il salto: colpendo il pallone sopra l'altezza della rete puoi imprimere una traiettoria discendente. E più in alto colpisci, più angoli hai a disposizione.

Quando la palla passa nel campo avversario senza salto, di solito si parla di free ball: un pallone facile, che l'avversario gioca senza bisogno di muro e difesa organizzata.

I colpi a disposizione

  • Colpo potente fuori mano: la scelta classica quando hai spazio sopra il muro.
  • Pallonetto: colpo a una o due mani che scavalca o aggira il muro, per sorprendere una difesa schierata sul colpo forte.
  • Smorzata: smorzi il rimbalzo, la palla fa un volo cortissimo e ricade subito. Utile contro un difensore distante dalla rete.
  • Mani out (block out): colpisci volutamente la parte esterna delle mani del muro, imprimendo una rotazione che porta la palla fuori.

La scelta dipende da altezza e posizione del muro, posizione della difesa, distanza della palla dalla rete e punto in cui riesci a colpirla.

5. Il muro

Il muro è l'azione con cui uno o più giocatori di prima linea alzano le braccia sopra la rete per fermare l'attacco avversario. Può essere fatto da uno, due o tre giocatori.

Il giocatore a muro può toccare il pallone oltrepassando il piano verticale della rete, ma solo dopo il terzo tocco della squadra in attacco o dopo un colpo d'attacco. Perché il muro sia valido, i giocatori devono essere di prima linea e avere almeno una parte del corpo sopra il bordo superiore della rete.

È il fondamentale che permette di fare punto senza attaccare. Ed è anche uno dei più difficili: devi saltare nel momento giusto e nel punto giusto, restando rigido per orientare le mani. Un muro saltato mezzo secondo prima è un muro inutile.

Tre fondamentali su cinque passano dal salto

Guarda l'elenco: schiacciata, muro e battuta in salto dipendono direttamente da quanto riesci a staccare da terra. Anche l'alzata in sospensione lo richiede.

Non esiste l'esercizio magico per aumentare l'elevazione. Quello che funziona è un lavoro strutturato che mette insieme pliometria, forza in sala pesi e progressioni specifiche, ripetuto per settimane.

Ma prima di scegliere cosa fare, serve sapere da dove parti. Registri un salto di 2 secondi con il telefono, lo carichi sul test del salto verticale e ottieni l'altezza in centimetri, calcolata dal tempo di volo. È gratis e il video non lascia il tuo dispositivo. Quello è il tuo punto di partenza: ti allenerai, e poi rifarai lo stesso test per vedere se ha funzionato.

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