Yuri Romanò, opposto della nazionale italiana di pallavolo: biografia, dati fisici e carriera

Yuri Romanò: biografia, dati e carriera

Yuri Romanò è un pallavolista italiano nato a Monza il 26 luglio 1997, opposto della nazionale maschile. È alto 203 cm, pesa circa 89 kg, è mancino e ha un attacco misurato a 350 cm e un muro a 343 cm. Dal 2021 gioca in SuperLega a Piacenza. Con l'Italia ha vinto l'Europeo 2021, il Mondiale 2022 e il Mondiale 2025.

Scheda: i dati di Yuri Romanò

  • Nome: Yuri Romanò
  • Data di nascita: 26 luglio 1997
  • Luogo di nascita: Monza
  • Ruolo: opposto
  • Altezza: 203 cm
  • Peso: circa 89 kg
  • Attacco (spike): 350 cm
  • Muro (block): 343 cm
  • Mano dominante: sinistra (mancino)

I due numeri che contano davvero per chi gioca sono spike e block. Sono altezze di raggiunta, non di salto: indicano il punto più alto che la mano tocca, non quanti centimetri stacca da terra. Con 203 cm di statura, una raggiunta da fermo con braccio teso sta indicativamente intorno ai 265-270 cm. Il resto lo fa la rincorsa. È lo stesso motivo per cui un dato di attacco senza il dato di statura non dice quasi nulla.

Yuri Romanò in maglia azzurra durante una partita della nazionale italiana di pallavolo

Biografia

Romanò nasce a Monza nel 1997 e cresce nel vivaio della New Team Bollate, dove esordisce nel settore giovanile nel 2012. Nel 2014 passa in prima squadra e comincia a giocare in Serie B2, cioè molto lontano dai riflettori della SuperLega.

La sua non è una carriera esplosa subito. È una salita di categoria fatta un gradino per volta, con alcune stagioni passate a giocare tanto in campionati minori invece che poco in campionati alti. Per un attaccante è una scelta che pesa: l'opposto migliora attaccando migliaia di palloni, non guardando gli altri attaccarli.

La carriera nei club

Dopo Bollate, Romanò gioca con i Diavoli Rosa (2015-2016), poi con Potentino, dove arriva in Serie A2. Restano in A2 anche le tappe successive: Olimpia Bergamo ed Emma Villas. Sono gli anni in cui costruisce il fondamentale che oggi lo caratterizza, cioè la capacità di attaccare palloni difficili senza perdere potenza.

L'esordio in SuperLega arriva nel 2021 con Powervolley Milano. Nella stessa stagione si trasferisce a Piacenza, dove diventa l'opposto titolare. Con Piacenza arrivano i primi trofei da protagonista assoluto: la Coppa Italia e la Challenge Cup nella stagione 2022/23.

La nazionale italiana

Romanò viene convocato per la prima volta in nazionale Under-20 nel 2016 ed entra nel giro della nazionale maggiore nel 2019.

  • Europeo 2021: oro con l'Italia.
  • Mondiale 2022 (Polonia e Slovenia): oro. È il torneo della sua consacrazione da opposto titolare azzurro.
  • Volleyball Nations League 2024: oro.
  • Olimpiadi di Parigi 2024: bronzo.
  • Mondiale 2025 (Filippine): oro.

Nel gruppo azzurro di questi anni ha giocato insieme a Simone Giannelli, Alessandro Michieletto, Daniele Lavia, Gianluca Galassi, Simone Anzani e Fabio Balaso.

Cosa rende diverso l'attacco di Romanò

Guardarlo giocare è utile anche se non sarai mai alto 203 cm. Ci sono tre cose che si possono studiare e copiare.

1. È mancino, e questo cambia gli angoli

Un opposto mancino attacca da posto 2 con il braccio già rivolto verso il campo. Non deve ruotare il busto per aprire l'angolo lungolinea: ce l'ha davanti. Per questo i mancini in posto 2 sono storicamente preziosi e per questo, se sei mancino, ha senso che tu provi il ruolo di opposto invece di forzarti a giocare da banda.

2. Attacca bene anche i palloni sporchi

L'opposto riceve la palla quando la ricezione è saltata. Vuol dire palle staccate da rete, alte, spesso in corsa. Questo richiede due qualità fisiche precise: capacità di saltare partendo da rincorse irregolari e forza del braccio sufficiente a chiudere anche senza appoggio ottimale. La seconda si allena a parte, e non con la palla in mano.

3. Salta tanto e salta spesso

Un opposto titolare in SuperLega salta a livelli massimali decine di volte a partita, più il riscaldamento, più gli allenamenti. Questo è il vero motivo per cui, a quel livello, il lavoro sulla resistenza al salto e sulla salute di ginocchia e caviglie non è un extra: è quello che permette di arrivare a marzo con gli stessi centimetri di ottobre.

Prima di copiare i campioni, misura il tuo salto

I dati di attacco dei professionisti girano ovunque. Il tuo, quasi certamente, non lo conosci con un numero. Ed è un problema, perché senza numero di partenza non puoi sapere se quello che stai facendo in palestra sta funzionando oppure no.

Il principio è sempre lo stesso: prima misuri, poi ti alleni, poi rimisuri. Se salti il primo passaggio, ti restano solo le sensazioni, e le sensazioni sul salto sono notoriamente inaffidabili: dopo una settimana di scarico ti senti leggero e pensi di essere migliorato, dopo una settimana pesante ti senti bloccato e pensi di essere peggiorato.

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  • Volley PowerShot — potenza del braccio in attacco, a corpo libero. 40 €. È il lavoro che serve per chiudere anche i palloni staccati da rete.
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